Siti falsi vs siti veri: guarda l’indirizzo prima di scrivere qualsiasi cosa

siti veri vs siti falsi

Molti attacchi informatici oggi non passano da virus “tecnici”, ma da pagine web finte che imitano alla perfezione siti reali: banca, posta elettronica, corrieri, servizi di firma, portali aziendali.

La trappola è semplice: ti fanno credere di essere sul sito giusto e ti spingono a inserire username, password, dati di pagamento.
Per questo la regola numero uno è: prima di scrivere, guarda l’indirizzo.

Vediamo come farlo in modo semplice e concreto.

1. URL, dominio, HTTPS: cosa guardare davvero

Quando apri una pagina dove ti viene chiesto di inserire credenziali o dati sensibili (login, carte, IBAN):

  • guarda la barra dell’indirizzo del browser
  • controlla:
    • HTTPS (lucchetto attivo)
    • il dominio (la parte tipo nome-sito.com)
    • che non ci siano strane aggiunte (es. -secure-login, -verify, numeri strani)

Il lucchetto da solo non basta a garantire che il sito sia legittimo, ma se manca, è già un enorme campanello d’allarme.

2. Domini quasi identici: il trucco delle lettere

I siti falsi spesso usano nomi quasi uguali ai veri, cambiando una lettera o aggiungendone una:

  • azienda.itazlenda.it (L al posto di I)
  • miofornitore.commioforn1tore.com (1 al posto di i)
  • banca-esempio.itbanca-esempio-pay.it

A colpo d’occhio sembrano uguali, soprattutto se arrivi da:

  • email con link
  • messaggi “clicca qui per accedere”
  • banner finti

Regola pratica: se devi fare login in un servizio importante (banca, portale aziendale, strumenti di lavoro):

👉 non fidarti dei link nei messaggi, digita tu l’indirizzo nella barra del browser o usalo dai preferiti.

3. Pagine di login “strane”: piccoli segnali da notare

Anche se la pagina assomiglia all’originale, ci sono dettagli che non tornano:

  • logo sgranato, colori leggermente diversi
  • lingua mista (metà italiano, metà inglese / frasi tradotte male)
  • testo generico tipo “Caro utente” invece del nome
  • richieste insolite:
    • ti chiede PIN o codici che di solito non inserisci lì
    • ti chiede dati della carta di credito su una pagina dove normalmente non compaiono

Se qualcosa ti fa pensare “mah, è un po’ diverso dal solito”, ascolta quel dubbio.

4. Pop-up di login che “copiano” quelli veri

Un altro trucco diffuso: finti pop-up di login che imitano:

  • Google
  • Microsoft 365
  • strumenti di lavoro (CRM, gestionali, ecc.)

Si aprono sopra la pagina che stai visitando e ti chiedono di “rifare l’accesso”.

Prima di scrivere username e password:

  • guarda in alto nel browser:
    stai ancora sul dominio ufficiale (accounts.google.com, login.microsoftonline.com) oppure no?
  • se il pop-up non è quello del browser, ma solo una grafica dentro la pagina, sospetto alto.

5. Come comportarsi in pratica (senza diventare paranoici)

Qualche abitudine semplice che puoi adottare subito:

  • Per banca, email e portali aziendali, non usare i link che ti arrivano:
    • apri una nuova scheda
    • scrivi tu l’indirizzo o usa il preferito salvato
  • Se ti arriva un’email che dice “il tuo account sarà bloccato, accedi subito”:
    • non cliccare
    • vai tu sul sito ufficiale e controlla da lì se ci sono avvisi
  • Quando inserisci credenziali o dati di pagamento:
    • dedica 3 secondi a controllare l’indirizzo in alto
  • Se non sei sicuro:
    • fai uno screenshot (ripulito dai dati sensibili) e chiedi a chi si occupa di IT o sicurezza in azienda
    • meglio una domanda in più che una password in meno

6. Una frase da tenere a mente

Prima di scrivere la password, guarda dove sei.

Se diventa un riflesso automatico per tutti in azienda, hai già alzato di molto il livello di protezione, senza installare nulla e senza complicare la vita a nessuno.

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