Nel Piano delle ispezioni Privacy 2026 il messaggio del Garante è piuttosto chiaro: non basta “essere a posto sulla carta”.
Durante le verifiche del Garante per la protezione dei dati personali non verrà chiesto solo se esistono policy, informative o consulenti incaricati.
Verrà chiesto cosa viene controllato davvero, ogni giorno:
- chi accede ai dati,
- se esistono punti di esposizione nella rete,
- se qualcuno può entrare senza che l’azienda se ne accorga,
- se le misure di sicurezza funzionano nella pratica, non solo nei documenti.
Il cambio di approccio è evidente:
la conformità non è più una dichiarazione, ma una consapevolezza dimostrabile.
Ed è esattamente qui che si colloca AmicoHacker.
AmicoHacker non fa sicurezza informatica.
Non configura sistemi, non sostituisce l’IT, non promette protezione assoluta.
Controlla in modo continuo ciò che accade nella rete aziendale e lo comunica in modo chiaro.
Senza dashboard, senza linguaggio tecnico, senza dover “interpretare” report incomprensibili.
Perché oggi la vera domanda non è:
“Abbiamo fatto qualcosa per la sicurezza?”
Ma:
Sappiamo davvero se siamo a rischio di intrusioni, in questo momento?
Sapere cosa succede.
Anche quando nessuno te lo dice.




